mercoledì 19 marzo 2014

FRIDA KAHLO - SCUDERIE DEL QUIRINALE, ROMA



FRIDA KAHLO
a cura di Helga Prignitz Poda
Scuderie del Quirinale
via XXIV Maggio 16 - Roma
dal 19/3/2014 al 13/7/2014

«Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io”

Scuderie del Quirinale e Palazzo Ducale di Genova presentano nel 2014, con un progetto integrato diviso in due grandi mostre, l’opera dell’artista messicana Frida Kahlo. La mostra romana, vuole indagare l’artista Frida Kahlo e il suo rapporto con i movimenti culturali e artistici dell’epoca; a Genova si racconterà invece l’altra grande influenza che si percepisce nell’arte di Frida Kahlo, quella che viene dal suo universo privato, un universo di grande sofferenza fisica ed emotiva, al centro del quale lei metterà sempre il marito Diego.

La mostra alle Scuderie del Quirinale è la prima retrospettiva in Italia dell’artista messicana e proporrà circa 130 opere tra dipinti e disegni. Il progetto è a cura di Helga Prignitz Poda, autrice del catalogo ragionato dell'artista, ed è organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo insieme con MondoMostre. L’esposizione documenta l'intera carriera artistica di Frida Kahlo riunendo i capolavori assoluti dei principali nuclei collezionistici, raccolte pubbliche e private, provenienti da Messico, Europa e Stati Uniti.
Oltre quaranta straordinari ritratti e autoritratti, tra cui il celeberrimo "Autoritratto con collana di spine" del 1940, mai esposto prima d’ora in Italia e immagine della mostra, l’”Autoritratto con vestito di velluto” del ’26, dipinto a soli 19 anni, il suo primo autoritratto, eseguito per l’amato Alejandro Gòmez Arias con l’intenzione di riconquistarlo, dove il suo collo allungato recupera l’estetica di Parmigianino e di Modigliani.
Completa il progetto, una selezione di disegni, tra cui lo “schizzo a matita per il dipinto Ospedale Henry Ford (o Il letto volante)” del ‘32, il famoso “corsetto in gesso” che teneva Frida prigioniera subito dopo l’incidente e che dipinse ancor prima di passare ai ritratti – un pezzo unico che si credeva perduto fino a poco tempo fa, e infine alcuni eccezionali ritratti fotografici dell'artista, in particolare quelli realizzati da Nickolas Muray, per dieci anni amante di Frida, e tra questi “Frida sulla panchina Bianca, New York, 1939” diventato poi una famosa copertina della rivista Vogue.
Non si può comprendere l’opera di Frida Kahlo senza conoscere la sua vita. Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón diceva di essere nata nel 1910, mentre in realtà era nata il 6 luglio 1907 a Coyoacán (Città del Messico). Amava considerarsi figlia della rivoluzione messicana che iniziò nel 1910 e terminò nel 1917: “Sono nata con una rivoluzione. Diciamolo. E’ in quel fuoco che sono nata, portata dall’impeto della rivolta fino al momento di vedere giorno. Il giorno era cocente. Mi ha infiammato per il resto della mia vita. Sono nata nel 1910. Era estate. Di lì a poco Emiliano Zapata, el Gran Insurrecto, avrebbe sollevato il sud. Ho avuto questa fortuna: il 1910 è la mia data”.
Non vi è dubbio che il mito formatosi attorno alla figura e all'opera di Frida Kahlo (1907-1954) abbia ormai assunto una dimensione globale: icona indiscussa della cultura messicana novecentesca, venerata anticipatrice del movimento femminista, marchio di culto del merchandising universale, seducente soggetto del cinema hollywoodiano, prima donna ispanica ritratta su un francobollo degli Stati Uniti, Frida Kahlo si offre alla cultura contemporanea attraverso un inestricabile legame arte‐vita tra i più affascinanti nella storia del XX secolo.
I suoi dipinti non sono soltanto lo specchio della sua vicenda biografica, segnata dalle ingiurie fisiche e psichiche subite nel terribile incidente in cui fu coinvolta all'età di 17 anni. La sua arte si fonde con la storia e lo spirito del mondo a lei contemporaneo, riflettendo le trasformazioni sociali e culturali che portarono alla Rivoluzione messicana e che ad essa seguirono. Attraverso lo spirito rivoluzionario reinterpretò il passato indigeno e le tradizioni folkloriche, codici identitari generatori di un'inedita fusione tra l'espressione del sé, il linguaggio, l'immaginario, i colori e i simboli della cultura popolare messicana. Allo stesso tempo Frida è espressione dellʹavanguardia artistica e dellʹesuberanza culturale del suo tempo e lo studio della sua opera permette di capire l’intreccio delle traiettorie di tutti i movimenti culturali internazionali che attraversarono il Messico in quel tempo: dal Pauperismo rivoluzionario all'Estridentismo, dal Surrealismo a quello che decenni più tardi prese il nome di Realismo magico.
Eppure il tema principale rimane quello dell'autorappresentazione, che Frida elabora attraverso i linguaggi protagonisti delle varie epoche in un processo in cui dimentica ogni paternità. Il peso numerico che il genere "autoritratto" assume nella produzione complessiva dell'artista restituisce lo specialissimo significato che esso ha rappresentato nella trasmissione dei valori iconografici, psicologici e culturali propri del "mito Frida".
Il percorso espositivo intende presentare e approfondire la produzione artistica di Frida Kahlo nella sua evoluzione, dagli esordi ancora debitori della Nuova Oggettività e del Realismo magico alla riproposizione dellʹarte folklorica e ancestrale, dai riflessi del realismo americano degli anni venti e trenta alle componenti ideologico-politiche ispirate dal muralismo messicano e di questi influssi la mostra vuole dare conto. Sarà quindi possibile ammirare accanto ai lavori di Frida Kahlo, in un unico e raro percorso espositivo, una selezione di opere degli artisti attivi in quel periodo che hanno "vissuto" fisicamente e artisticamente vicino a Frida Kahlo, dal marito Diego Rivera, presente con alcune opere significative quali ad esempio: "Ritratto di Natasha Gelman" del 1943, "Nudo (Frida Kahlo)" del 1930 e "Autoritratto" del 1948; ad una selezione di artisti attivi in quel periodo quali: José Clemente Orozco, José David Alfaro Siqueiros, Maria Izquierdo e altri.

“...tengo una alegria immensa por vivir...”
“...rebellion con todo lo que te encadena...”
“...yo soy la desintegración...”


Immagine: Autoritratto con vestito di velluto, 1926 © García Formentí y Asociados Arquitectos S.C, Città del Messico, by SIAE 2014.